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“I bambini non sono ammessi” - childfree

“I bambini non sono ammessi” - childfree

Pubblicato il 13/01/2020



Il fenomeno “childfree” è nato negli USA e si è diffuso ovunque, complice anche il numero sempre crescente di coppie, di single e di famiglie senza figli per scelta.
Negli Stati Uniti si è cercato anche di introdurre sui voli aerei la regola "un passeggero-un posto" per scoraggiare la mobilità infantile.

Nel nostro Paese questa prassi è a macchia di leopardo e si cominciano a vedere siti internet che propongono hotel, ristoranti e locali “adults only” per scoprire la frontiera delle vacanze “no kids”.
Sono nate così, tra polemiche e sostenitori, strutture ricettive “childfree - adults only” che, stando agli ultimi dati, in Italia sono il 21,5% del totale nonostante i 3 miliardi di Euro spesi dalle famiglie italiane tra acquisti e vacanze per i bimbi (fonte Doxa).

Non solo. A non ammettere i bambini vi sono anche compagnie aeree dirette a zone che sposano questa filosofia come, ad esempio, alcune isole della Grecia e le Canarie.
Anche nei paesi del Nord Europa, tradizionalmente attenti ai più piccoli, molti esercizi non accettano clienti under 12 accogliendo questa nuova tendenza “no kids zone”.
A cominciare da Berlino, sono comparsi decine di alberghi e caffè “kinder verboten” vietati ai bambini.

Una soluzione viene dalla Germania dove il proprietario di un ristorante accoglie nel suo locale gli under 14 ma solo fino alle 17. Poi diventa riservato agli adulti in cerca di tranquillità e silenzio.

Da Parigi a Cuba, da Madrid ad Aruba sono sempre più diffuse le strutture che non accettano bimbi.

 

Nel gruppo withinn potrete trovare la struttura che più si avvicina ai vostri desideri.

Il Boutique Hotel Capo Blu nell'ottica della nuova frontiera “childfree”, dal 2020 diventerà “adults only” per garantire romanticismo e tranquillità ai propri ospiti.

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