Cancellata la parity rate, alberghi liberi dalle OTA

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Il Senato ha approvato una legge che prevede l'abolizione della clausola di parità tariffaria tra alberghi e i portali di prenotazione online

Arriva dopo due anni di iter parlamentare la notizia che tutti gli albergatori aspettavano: l'abrogazione della parity rate e la conseguente indipendenza dal predominio delle OTA, come Booking.com e Hotels.com.

Il ddl per la Concorrenza ed il Mercato, in discussione dal settembre 2015, è diventato legge e l'articolo 61 prevede la possibilità per gli alberghi di vendere le proprie camere a prezzi più bassi di quelli dei portali di prenotazioni online. Questo significa soprattutto due cose: vantaggi per i consumatori, che usufruiranno di tariffe più convenienti e per le imprese, le quali potranno aumentare realmente le vendite dirette.

L'Italia si adegua così ad altri paesi europei, come Austria, Francia e Germania, apri pista di questa battaglia ai portali, dove la clausola contrattuale del parity rate è stata già abolita.

Riportiamo la soddisfazione dell'associazione Federalberghi espressa in una nota:

Si tratta di una decisione ispirata dal buon senso, che stabilisce un nuovo e più corretto equilibrio nel rapporto tra le imprese ricettive e le multinazionali dell'intermediazione, completando il percorso che l'Antitrust aveva iniziato, e ristabilendo parità di condizioni tra il sistema turistico italiano e quello di importanti paesi concorrenti".

E, tuttavia, una legge non basta da sola ad incrementare le vendite dirette. È necessario che gli albergatori conoscano il mercato, le esigenze dei viaggiatori, il modo in cui navigano, quello che cercano in Rete. Ogni struttura ricettiva dovrà fare suoi i linguaggi e gli strumenti digitali, a partire da siti in grado di accogliere e prevedere le richieste dei potenziali clienti:

“Le strutture che desiderano potenziare le vendite dirette non possono fare affidamento solo sulla nuova legge, ma devono investire sulla realizzazione di siti internet più performanti, sulla formazione dei collaboratori, sull'informazione degli ospiti.

Interessante a tal proposito una ricerca - su commissione di Federalberghi - del centro studi ACS Marketing Solutions sulle modalità di prenotazione delle vacanze degli italiani, secondo cui per l'estate 2017 il 55,3% degli italiani si è rivolta direttamente all'albergo, il 24% usando il sito dell'Hotel e il 31,3% attraverso mail o telefono.

In ogni caso, per le OTA non sarà affatto la fine, come dimostra un'indagine dello scorso aprile effettuate dalle autorità Antitrust di dieci paesi europei in cui è stata già abolita la parità tariffaria, ma dovranno comunque adeguarsi al cambiamento:

A loro volta i portali, non potendo più contare sulla rendita di posizione offerta dalle clausole di parity, dovranno investire sulla qualità del servizio e sulla riduzione delle commissioni”.

Per chiunque volesse approfondire è possibile scaricare il ddl a questo link

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